domenica 15 febbraio 2009
noncisonopiùibevitorid'assenziodiunavolta
... Jarry soffocò il suo malessere (e se stesso) nell'assenzio, Nizan andò (invano) ad Aden - Arabie, Majakovskij trovò (invano) prima Lili e poi la canna di una rivoltella.. e noi che cosa possiamo fare, dato che anche questi tempi sono tristi, troppo tristi. Fuggiamo almeno dalla volgarità imperante, grazie alla visione del "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggiere", opera prima (credo) di Olmi. Che meraviglia! la per quanto ancora acerba maestria di Olmi e le parole di Leopardi si incontrano e intrecciano perfettamente e profondamente. Che cos'è la felicità? che cosa possiamo aspettarci dalla vita?L'ateo Leopardi e il credente (non bigotto) Olmi cercano di darci una risposta...
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1 commento:
Certo che tempi così brutti forse non li ha visti nemmeno Leopardi. O no? Vero è che anche lui viveva in un borgo selvaggio tra gente zotica e vil... Ora è tutto il mondo ad essere selvaggio ( o almeno l'Italia). Potenza della globalizzazione!
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